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DISS         

LA SICUREZZA DEI MOTOCICLISTI
Linee guida per la progettazione e l'adeguamento delle infrastrutture stradali


Prima edizione:
aprile 2014
Link per l’acquisto on-line: DISS
Anteprima: Estratto in formato pdf

Il volume è frutto della collaborazione tra Confindustria ANCMA e il DISS - Centro di Ricerche Universitario.

Confindustria ANCMA è l’associazione di categoria che rappresenta le case costruttrici di veicoli a due ruote (motocicli, ciclomotori e biciclette), tricicli, quadricicli, della componentistica e dell’abbigliamento protettivo. L’Italia è il paese con il più elevato parco circolante di ciclomotori e motocicli (circa 8 milioni); è, inoltre, il primo mercato europeo per i motocicli e il secondo per i ciclomotori; il nostro paese è il primo in Europa per assemblaggio di biciclette e vanta 5 milioni di utilizzatori abituali. Confindustria ANCMA svolge attività di supporto alle aziende proprie associate sul piano istituzionale, legale, normativo e della comunicazione, con l’obiettivo di promuovere la competitività industriale del settore e di tutelarne gli interessi. La sicurezza stradale è parte integrante degli obiettivi strategici perseguiti dall’Associazione.

Il DISS - Centro di Ricerca per la Sicurezza Stradale – è un Centro di Ricerca Universitario che è stato fondato da dipartimenti di varie sedi universitarie nazionali e ha sede presso l’Ateneo di Parma; è aperto e partecipato da soggetti pubblici e privati tra cui Ministeri e la Presidenza della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e svolge la funzione di catalizzare le competenze scientifiche presenti nelle università italiane per lo svolgimento di attività mirate al miglioramento della sicurezza stradale; i componenti il DISS, docenti universitari e ricercatori, possiedono un bagaglio culturale, tecnico e scientifico in tutte le aree di riferimento della sicurezza stradale (infrastruttura e ambiente, veicolo, uomo, viabilità,

Il prof. Salvatore Leonardi e l’ing. Natalia Distefano, autori del volume, sono ricercatori del DISS e dell'Università degli Studi di Catania.

Dopo due capitoli introduttivi dedicati alle statistiche sull’incidentalità e alla cinematica e dinamica dei motoveicoli, si entra nel vivo della trattazione soffermandosi sugli interventi di sicurezza attiva che potrebbero accrescere gli standard di sicurezza degli utilizzatori di due ruote – dalla segnaletica stradale, all’importanza dell’illuminazione, fino alle tecniche di ripristino e trattamento della pavimentazione stradale in un’ottica di miglioramento dell’aderenza (fondamentale quando i punti di contatto con il manto stradale sono solo due e non quattro) – e su quelli di sicurezza passiva – sviluppando il tema, molto dibattuto anche a livello mediatico, delle barriere di sicurezza e della protezione rispetto agli ostacoli fissi; un intero capitolo della pubblicazione è dedicato all’analisi di soluzioni, che non riguardano solo l’aspetto tecnico, ma più in generale quello “architetturale” e di arredo urbano, come l’utilizzo di dissuasori di velocità (ad esempio i dossi artificiali), le corsie riservate per i motocicli o condivise con altri mezzi di trasporto, la segnaletica orizzontale dedicata espressamente alle due ruote; il libro si chiude con un’interessante disamina sul tema delle analisi di sicurezza delle infrastrutture, sia riferite ai progetti di nuove opere, sia alle strade già in esercizio, strumento imprescindibile per adeguare le caratteristiche di sicurezza delle infrastrutture alle esigenze delle diverse categorie di utenti; l’analisi di sicurezza è complementare all’analisi di incidentalità motociclistica – ultimo argomento affrontato dallo studio – che si propone di raccogliere tutte le informazioni statistiche utili all’identificazione dei siti a rischio più elevato di incidente stradale e dei relativi fattori causali.